Olivetti e tornei, la settimana dei pomeriggi fermi
Tra lunedì e domenica Torino ha seguito la strana irrequietezza della stagione che cambia: sport all'aperto e piscine come cenni alla stabilità, mentre mostre lunghe al Polo e al MAO fanno da cornice paziente a eventi che non durano più di tre ore. Due quartieri hanno tenuto il ritmo con insistenza — Aurora e Barriera di Milano — e il weekend si è diviso fra tornei di spiaggia, spazi che già gridavano estate nonostante non fossimo nemmeno a metà giugno.
La settimana dei pomeriggi fermi
Un pomeriggio di attività, sport e condivisione dedicato a donne e ragazze al Cecchi Point, con pranzo condiviso dalle 12 alle 14 e laboratori in cortile fino alle 17 — pallavolo, calcio, musica, make-up — ha aperto mercoledì il tempo dei non-luoghi pubblici dove la città prova a dire "stai qui". Non è occasionale che sia stato parte del progetto Si-Star per l'educazione affettiva.
Lo stesso mercoledì Sferruzzo e chiacchiere in Aiuola Ginzburg a San Salvario, dalle 16:15 alle 18:15, ha fatto quasi la stessa cosa: un laboratorio pratico sulla vivibilità degli spazi pubblici rivolto a senior. E a Mirafiori Sud l'incontro gratuito con la pediatra sul caldo estivo e i bambini 0-3 anni ripeteva il gesto: laboratorio, stanza, persone che restano ferme un paio d'ore — stesso tipo di cura, quartieri e pubblici diversi.
Il giorno dopo, giovedì, il té delle mamme verso il Centro ha continuato la serie con un'ostetrica e una pedagogista. Cose piccole, senza palco, senza amplificazione: è il lavoro che rimane invisibile dentro i centri di comunità.
Olivetti racconta tre giorni
*Comunicare una cifra. Olivetti '50-'70*, al Polo del '900 — promossa da GRILITS, Università di Torino e Associazione Archivio Storico Olivetti, sulla comunicazione aziendale degli anni '50-'70 — è stata aperta giovedì, venerdì e sabato. Non è una mostra che inizia e finisce di colpo: per tre giorni è rimasta al Centro a dire "c'è ancora progettazione dentro gli oggetti". Nel frattempo *Chiharu Shiota: The Soul Trembles* al MAO ha aperto lunedì. Due mostre lunghe che hanno lasciato la settimana arata senza cercare attenzione.
Barriera, il clubbing e il primo soccorso
Anche Barriera di Milano ha tenuto il ritmo. Martedì l'OUTCAST CLOSING SEASON PARTY al Bunker, dalle 8 del mattino fino a mezzanotte — open air, parte di una festa di 25 ore che proseguiva dal giorno prima — è stato il gesto simbolico: la stagione che chiude uno spazio, il club che ritaglia il suo tempo fuori dai ritmi normali, gente che resta all'aperto da mattina a sera.
Il venerdì, nella stessa zona, i Medici di Comunità tornano a Via Baltea 3 per parlare di primo soccorso con giochi e premi, insieme a La Vetreria. Barriera ha tenuto il filo fra la musica notturna e l'informazione utile, due registri diversi che in quella via, nella stessa settimana, si sono trovati accanto.
Il volley del weekend
La domenica ha chiuso con tornei. Torneo di beach volley della San Salvario a Nizza Millefonti con categorie 4v4 e 3v3 misto, mentre sabato un percorso formativo sulla meditazione come strumento di consapevolezza e cambiamento sociale all'Antro Torino aveva occupato San Salvario con teoria sulla psiche e dibattito collettivo. Stesso quartiere, una lezione e una competizione, nello stesso weekend.